redazioneAutore: IN EVIDENZA Vita Cittadina

Lavori di restauro ultimati, riaperta la Chiesa degli Angeli

Dopo il completamento dei lavori di restauro che hanno interessato gli altari laterali, il campanile e le vetrate «istoriate», è stata ufficialmente riaperta la Chiesa degli Angeli di Brindisi. L’intervento è durato circa sei mesi. Può così iniziare il triduo per l’imminente festa di San Lorenzo, che come è noto cade il 21 luglio.

DA BRINDISI WEB – La Chiesa del XV secolo è stata voluta dal frate cappuccino brindisino Giulio Cesare Russo, futuro San Lorenzo (biografia), e realizzata secondo il suo volere sull’area di proprietà della sua famiglia. La costruzione della chiesa e dell’attiguo monastero delle clarisse cappuccine ebbe inizio nel 1609 grazie ai finanziamenti del duca di Baviera, della principessa di Caserta e altre personalità che il cappuccino aveva avuto modo d’incontrare durante le sue missioni in Europa; l’originale facciata era rivolta verso l’attuale via S.Lorenzo e fu modificata in corso d’opera. Il monastero, dove dal 1619 si insediarono le suore di clausura provenienti da Santa Chiara, fu abbattuto nei primi anni del ‘900 e sostituito dalle scuole elementari. L’elegante facciata della chiesa, come l’intera struttura, è stata realizzata in carparo. La porta lignea dell’ingresso, risalente al XVII secolo, riporta bassorilievi di alcuni santi. L’interno è a croce latina, l’unica navata ospita quattro cappelle per lato ornati di altari barocchi, dove si possono ammirare tele pregiate risalenti al XVI-XVIII secolo. Il crocifisso in legno laccato, nella prima cappella a destra, è del XVII secolo. San Lorenzo durante gli anni destinò in questa chiesa molte reliquie cristiane ed un crocifisso in avorio, oggi conservate in una cappella di sinistra, ed anche la croce che utilizzò nella battaglia di Albareale. In sagrestia è presente il reliquiario con la particola del suo cuore. Nella navata spicca l’interessante pulpito in legno dorato del ‘600. Pregevole il soffitto ligneo della navata e del transetto, ricoperto di tele, come il grande tela raffigurante l’Immacolata tra gli Angeli (attribuita a Pietro Candido ossia Pieter De Witte) posta dietro l’altare maggiore in marmo policromo.

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