redazioneAutore: IN EVIDENZA Politica

Roberto Fusco: le ragioni della candidatura al Senato con il M5S

Carissimi, nel comunicare la mia candidatura per il Movimento 5 Stelle al Senato per il collegio uninominale di Taranto e di Brindisi, reputo doveroso anche presentarmi agli elettori e spiegare le ragioni della mia candidatura. Sono Roberto Fusco, avvocato civilista. Ho partecipato al tavolo per la riforma della giustizia civile insediato dal Ministro Bonafede, che ha portato anche all’assunzione di circa 17 mila giovani per l’Ufficio del processo, e per decenni mi sono battuto per la tutela dell’ambiente. Sono stato negli anni Novanta segretario del Comitato per il referendum contro il carbone delle Centrali di Brindisi Nord Costa Morena e di Brindisi Sud Cerano, presieduto dall’indimenticabile dottor Antonio Di Giulio, chiedendo la cessazione dell’utilizzo del carbone, le bonifiche industriali ed un nuovo modello di sviluppo per la città di Brindisi ed il suo territorio. Il dottor Antonio Di Giulio, insieme al dottor Franco Rubino, come anche poi il notaio Michele Errico, l’avvocato Lorenzo Maggi ed il giudice dottor Michele Di Schiena (mi perdonerete se per ragioni di spazio dell’intervento non menzionerò tutti), avevano visto giusto riguardo ai danni alla salute dei cittadini, alla devastazione del territorio, e persino all’impoverimento economico che un tale utilizzo avrebbe provocato, già prima che tutti i leader mondiali lo riconoscessero dopo decenni con gli accordi di Kyoto e di Parigi. Questo è il significato dell’essere «dalla parte giusta», ossia dalla parte di chi reputa giusti i valori idonei a preservare la propria comunità e si batte fino in fondo e con ogni energia per realizzarli. Quando, durante la seconda guerra mondiale, chiesero a Winston Churchill di aumentare le spese per gli armamenti e di diminuire quelle per la scuola e la cultura, egli non fu d’accordo rispondendo: «Allora per cosa noi combattiamo?».

Le battaglie da me condotte, con i tanti importanti movimenti brindisini contrari all’utilizzo del carbone, sono note. Per effetto di tali battaglie, grazie anche all’intervento della Magistratura, si è conseguita la copertura dei carbonili, e – sia pure con ritardo rispetto alla data del 2004 prevista dalla Convenzione Maggi del 1996 – la chiusura della Centrale a carbone di Brindisi Nord. Ho anche conseguito, come consulente dell’allora Presidente della Provincia Michele Errico, la non realizzazione del rigassificatore all’interno del porto di Brindisi a ridosso di già esistenti impianti ad altissimo rischio di incidente rilevante, perché privo di idonea valutazione di impatto ambientale (che mai avrebbe potuto essere rilasciata), come accertato dalla Commissione Europea che per tali mancanza aprii una procedura di infrazione delle norme comunitarie a carico del Governo italiano, che a seguito di tale procedura di infrazione ha revocato l’autorizzazione, con sequestro e poi confisca del sito – attribuito in proprietà all’Autorità Portuale – da parte della Magistratura penale. Oggi tutti parlano di rigassificatori, dello sbaglio di non aver realizzato un rigassificatore a Brindisi, ma nessuno dice che gli unici impianti realizzati negli ultimi venti anni, a Livorno ed a Rovigo, sono stati realizzati tutti a circa 22 chilometri (12 miglia nautiche) dalla costa, in ossequio al principio di precauzione che è un principio da decenni adottato dall’Unione Europea. Un’esplosione, che sempre può accadere, non deve arrecare la morte o danni alla salute per migliaia o centinaia di migliaia di persone. Anche nei momenti di emergenza – ed a maggior ragione nei momenti di emergenza – tali principi di tutela delle comunità non possono essere derogati. Altre devono essere le soluzioni, quali appunto le energie rinnovabili e l’efficientamento energetico.

Il Presidente Giuseppe Conte ha improntato tutta l’attività del suo Governo per far uscire il nostro Paese dal consumo di energia prodotta da fossili, in sintonia peraltro con le indicazioni e le determinazioni dei richiamati accordi di Kyoto e di Parigi e dell’Unione europea, indirizzando gli investimenti sulla produzione di energia da impianti rinnovabili e sull’efficientamento energetico. Solo una produzione di energia da fonti rinnovabili, infatti, può fermare i gravi danni che da decenni stiamo arrecando al nostro pianeta, rendendoci nel contempo liberi da qualsivoglia dipendenza da forniture di fossili. In un momento in cui si parla di ritorno al fossile per i prossimi decenni, e addirittura di realizzazione di centrali nucleari, quando mi è stata proposta la candidatura non potevo tirarmi indietro. Agli elettori di Brindisi e di Taranto adesso tocca dire la loro. Per parte mia sono certo che, ancora una volta, sono «dalla parte giusta». Avv. Roberto Fusco

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