Giorgio SciarraAutore: Rubriche Zona Franca

Zona Franca: opinioni in libertà

La trasparenza complicata – Il 19 maggio 2019 è stato pubblicato nell’Albo pretorio del Comune di Brindisi il seguente atto: «Stabilimento EDISON spa – art. 24 d.lgs. n. 105/2015 comunicazione alla popolazione per acquisizione di pareri ed osservazioni». Si tratta del deposito di gas che l’Edison vorrebbe realizzare a Costa Morena est. Ma di questo parleremo dopo. L’avviso serve, appunto, a far esprimere la cittadinanza su tale progetto. E’, quindi, immaginabile che chi voglia dire la sua debba poter accedere alla documentazione pubblicata nell’Albo. Provate un po’ a farlo, la parte in pdf è facilmente accessibile, gli altri file sono di difficile se non impossibile visione: o si è in possesso di programmi particolari o i file sono troppo «pesanti». Questo – ammesso che si riesca a «scaricarli» – fa perdere molto tempo sottraendolo allo studio del carteggio e, quindi, alla presentazione delle osservazioni. Insomma una «trasparenza» complicata mentre dovrebbe essere l’esatto contrario, altrimenti è una quasi trasparenza. Eppure basterebbe poco per risolvere il problema. Sarebbe sufficiente, per esempio, obbligare chi invia i documenti a fornirli nella versione pdf. Per la cronaca, le osservazioni vanno presentate entro il prossimo 14 giugno.
Il progetto di Edison – Come già detto, il progetto consiste in un deposito di gas che Edison intende realizzare nel porto di Brindisi, «da utilizzare per il rifornimento di camion cisterna e per il bunkeraggio di navi alimentate a gas naturale, tramite l’impiego di apposite bettoline. L’impianto dovrebbe essere costituito da un serbatoio verticale a pressione atmosferica di circa 20.000 metri cubi». La banchina di riferimento, per l’attracco delle gas carrier che scaricheranno il GNL e delle bettoline che dovranno effettuare il bunkeraggio, sarà il molo di Costa Morena Est dove saranno costruite le infrastrutture per consentire «l’attracco di navi metaniere per lo scarico del GNL al deposito, aventi capacità di carico fino a circa 30.000 metri cubi». Un salto nel passato, insomma, come ricorderà il sindaco Riccardo Rossi.
A marzo scorso era in programma presso il Ministero dello sviluppo economico un incontro preliminare sul progetto, che non si tenne per l’emergenza Covid-19 e fu rinviato a data da destinarsi. In seguito il sindaco chiese al presidente dell’AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi, di organizzare un incontro tra operatori portuali ed Edison. Ovviamente, anche questo incontro è saltato.
E’ evidente quanto tale progetto stia a cuore alla società milanese e al presidente dell’Ente portuale il quale, prevedendo una perdita di introiti derivanti dal traffico del carbone, vuole compensarli con quelli del traffico di gas. C’è ampia casistica che ci ricorda come le più grandi fregature si preparano col favore della disattenzione: quella dovuta alla calura estiva, a festività varie o, come in questo caso, con l’attenzione distolta dall’emergenza sanitaria in corso.
Non ci sono banchine – Ci hanno raccontato che nel porto di Brindisi mancano le banchine, almeno così hanno asserito in molti, forse per farci «digerire» il progetto di cementificazione di Santa Apollinare, il pontile a briccole ed altre cosucce.
Ma se siamo così carenti di banchine perchè se ne concede una in esclusiva ad una società? Gli impianti notoriamente si costruiscono nelle aree a loro destinate, cioè in quelle industriali. Lì, a Costa Morena, ha tutta l’aria di uno «spreco». Ma perchè meravigliarsi, Brindisi è il porto delle meraviglie!
Quella banchina ha una lunga storia. Cominciò nel 1998 con Giuseppe Giurgola nelle sue prime vesti di commissario. L’opera è costata nel complesso intorno ai venti milioni di euro, ha una banchina lunga 500 metri (la Est) e 400 metri (la Nord) e un piazzale di 200.000 metri quadri. Oggi costerebbe molto di più. Penso che nessuno nel costruirla abbia immaginato che potesse essere (sotto)utilizzata nel modo che vorrebbe Patroni Griffi e Edison. Un autentica «follia», uno spreco di risorse. Se passa questa sconsideratezza meritiamo davvero l’«estinzione» portuale.
Perché non fare questo deposito a Bari o a Monopoli o a Manfredonia o a Barletta? Se poi si deve rifornire una nave a Brindisi il gas sarà portato qui con una bettolina.
Ora si pensi al futuro – Si è sostenuto altre volte che il «matrimonio» tra il porto di Bari e quello di Brindisi ha mostrato tutti i suoi limiti e le incongruenze. Bisognerebbe pensare ad annullare un’unione nata solo per interessi economici e non per «amore». Questo divorzio potrebbe essere possibile se c’è una convinta spinta dal basso ma di certo, in subordine (ma solo in subordine), è doveroso pensare sin d’ora all’avvicendamento della carica di presidente che, come è noto, scadrà il 10 aprile del 2021. Manca solo un anno, un tempo sufficiente per iniziare le grandi «manovre» per un giusto avvicendamento e sarebbe l’ora di vedere un brindisino ricoprire questa carica. Tanto, peggio di quello che è stato combinato sinora non potrà.

Giorgio Sciarra

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