Giorgio SciarraAutore: IN EVIDENZA Rubriche Zona Franca

Zona Franca: riserva di Torre Guaceto, non rompete il giocattolo

Vi piace Torre Guaceto? Bella vero? Beh, allora cercate di non rompere il «giocattolo» con opinabili prese di posizione o, peggio, con «progetti» di lottizzazione. Si ha questa sensazione leggendo le notizie di questi giorni. E’ bene ricordare che Torre Guaceto è un valore aggiunto del territorio, e quando si parla di territorio si va oltre i confini comunali. Se si pensa ai pericoli che l’area protetta ha corso e scampato, non si può che gridare al «miracolo», a uno di quei pochi che accadono, proprio per questo bisognerebbe fare molta attenzione. Per chi non lo sapesse, quell’area, nei primissimi anni Ottanta, fu candidata ad ospitare una centrale nucleare e il rischio fu scongiurato grazie ad una massiccia mobilitazione popolare che arrivò a portare una ventina di autobus colmi di manifestanti di fronte alla sede del Consiglio regionale che, in seduta straordinaria, doveva pronunciarsi definitivamente sulla questione. Quel Consiglio si pronunciò contro le centrali. Uno dei personaggi di spicco della mobilitazione popolare a Carovigno contro il nucleare fu Vito Uggenti. Evitato il pericolo (raccontato in estrema sintesi), Torre Guaceto sfuggì anche alle mire della speculazione edilizia per una lottizzazione turistica. Comunque i rischi di speculazione sono, in un certo senso, sempre latenti.

Nel 1981 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, facendo riferimento al decreto del Presidente della Repubblica del 13 marzo 1976 – che a sua volta aveva recepito la convenzione internazionale di Ramsar del 1975 – la dichiarò zona umida di interesse internazionale. Successivamente, nel 1987, il WWF Italia ottenne l’incarico dal Ministero della Marina mercantile di realizzare un piano di fattibilità per istituire una riserva marina a Torre Guaceto che fu realizzata il 4 dicembre 1991 e per il suo controllo gioca un ruolo essenziale e istituzionale la Capitaneria di Porto di Brindisi.
E arriviamo al mese di dicembre del 2000, quando venne costituito un consorzio di gestione dell’oasi fra i comuni di Brindisi e Carovigno e l’associazione naturalistica WWF. Lo statuto del consorzio fu variato per alcuni aspetti nel 2010. Questa la storia travagliata ma pur sempre fortunata di un luogo bellissimo, senza dimenticare che per molti anni la riserva fu costantemente oggetto di incendi dolosi. Oggi, Torre Guaceto è un riferimento naturalistico importante, conosciutissimo a livello internazionale nonostante, ed a prescindere, una deriva fin troppo commerciale e assolutamente poco condivisibile in una riserva naturalistica. Questa deriva mercantile (e per certi versi «meretricia») toccò la sua massima espressione nel 2014 col l’organizzazione di un matrimonio all’ombra della cinquecentesca torre aragonese. Fatto che fece giustamente scandalo e indusse alle dimissioni il presidente, la giornalista Mariella Milani, indicato dall’allora sindaco di Carovigno Mimmo Mele che per minimizzare l’accaduto disse che era «una sperimentazione decisa per valorizzare l’oasi e anche per ottenere un ricavo». Appunto una ingiustificabile condotta «meretricia». Il consorzio non ha certo mancato di assumere decisioni e scelte quanto meno opinabili, ciò nonostante l’oasi naturalistica è una splendida realtà. Ecco teniamo sempre presente tutto ciò quando si parla di questo piccolo gioiello e che per stupidaggine si può anche distruggerlo. E’ stato sollevato un polverone per una proposta che, a dire il vero, si fatica a non giudicare legittima. Risulta inspiegabile una tale disparità tra i soci del consorzio, così come la sua persistenza, un aspetto del tutto «singolare» che avrebbe dovuto trovare soluzione già da tempo. Ma questo è un falso problema, teso soprattutto a difendere il proprio microcosmo. Non è un mistero che tra scelte sbagliate e le immancabili mire di sfruttare in malo modo la riserva, non ultima l’invadenza della criminalità, costituiscono il problema da risolvere. E la politica dovrebbe contribuire indicando per quei compiti figure adatte, evitando ogni tipo di lottizzazione, pratica mai (ripeto mai) interrotta e che è stata attuata da tutti.

Giorgio Sciarra (rubrica ZONA FRANCA – Agenda Brindisi 14 maggio 2021)

La foto di copertina è di Ida Santoro

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