Autore: Basket IN EVIDENZA Sport

LBA: finale rocambolesco e Brindisi perde in casa con Napoli (77-80)


Altra sconfitta in un finale tirato, la bomba irreale di Pullen e la leggerezza di Bartley sull’ultimo possesso offensivo chiudono un match combattuto ed appassionante. Finisce, però, con la vittoria della GeVi Napoli con il punteggio di 77-80, Brindisi non ha affatto demeritato ma deve fare fronte ad una pesante sconfitta casalinga. 19 punti di Jamel Morris, 11 a testa per Sneed e Bartley non sono stati sufficienti per battere un grande Jacob Pullen da 20 punti e la solidità di tutta la squadra partenopea, giunta alla quarta vittoria consecutiva.

IL MATCH – Primi quattro minuti tutti ad appannaggio dell’Happy Casa, che approfittando dell’attacco confusionario degli ospiti, vola sul 11-0; Brown e Owens risvegliano l’attacco di coach Milicic ma Morris non sbaglia niente continuando a perforare la retina per un grande inizio da 13 punti nei primi otto minuti. Ci vogliono Pullen e Zubcic perché Napoli si rifaccia sotto nel punteggio, ma Brindisi mantiene i nervi saldi e, superando la pressione tutto campo, continua a mettere punti a tabellone. Pullen mette un’altra bomba nell’ultimo possesso e manda le squadre al primo riposo sul 22-18. Nel secondo quarto coach Sakota manda in campo Frank Bartley, l’ex Trieste sbaglia le sue prime conclusioni e non sempre legge con tempismo la difesa, ma sul suo possesso di palla Napoli è costretta ad adeguarsi aprendo spazi per gli altri. Ne approfittano Senglin, andando a segno dall’angolo, e Sneed che spinge il pallone in contropiede. Napoli torna in vantaggio ai liberi dopo due falli piuttosto ingenui di Laquintana e Bartley, Morris sbaglia la prima tripla nel suo rientro in campo, ma Lombardi approfitta di un’altra rotazione sulla penetrazione di Bartley per infilare la bomba che riporta in vantaggio i padroni di casa. Le due squadre si scambiano la leadership nel punteggio: Ennis e Pullen arrivano tre volte facilmente al ferro, Laquintana segna e difende, Johnson trova i suoi tiri all’interno di ciò che la difesa gli concede; l’ultimo minuto di primo tempo sorride ai pugliesi che vanno al riposo lungo in vantaggio per 42-39.

Nel secondo tempo si esaurisce la buona vena di Jamel Morris, mentre Napoli mantiene il vantaggio nel punteggio grazie ad un arbitraggio non certo indulgente nei confronti dei padroni di casa, Ennis va in lunetta addirittura con cinque tiri liberi. La Happy Casa vive uno dei suoi classici momenti di confusione, ma riesce a rimanere in scia alla GeVi pur non attaccando con la stessa efficacia del primo tempo. Laszewski e Bayehe combinano per 8 punti negli ultimi due minuti di quarto, ma Napoli riesce a mandare a segno due attacchi veloci per chiudere la frazione in vantaggio di quattro punti. Morris fa 2/3 da fuori ad inizio ultimo periodo contro la zona mista di coach Milicic, ma Zubcic e Sokolowski rispondono con una tripla a testa. Brindisi perde qualche giro in difesa e non tira con le stesse percentuali del primo tempo, Napoli ne approfitta per portarsi a cinque punti di vantaggio senza però riuscire a dare la zampata per chiudere la partita.

Gli ultimi tre minuti sono regno di Frank Bartley: il 24 serve l’assist a Bayehe, poi segna una bomba per il pareggio a quota 71; al nativo di Baton Rouge (LA) arrivano tutti i palloni degli ultimi minuti, Frank arriva due volte al ferro di forza e con i suoi liberi rimette davanti la sua squadra a poco più di 30 secondi dalla fine. La difesa di coach Sakota cambia su tutti i blocchi con molta aggressività, Brindisi ne ottiene altri due liberi di Bartley a seguito del rimbalzo catturato dal numero 24. Pullen segna un tiro pazzesco da oltre otto metri con Bartley nella canotta, a quindici secondi dalla fine Napoli ritrova il vantaggio e coach Sakota organizza l’ultimo possesso nel timeout. Brown si prende cura di Bartley sulla rimessa portandogli via il pallone, Napoli alla fine strappa i due punti. Napoli si conferma in ottima forma in vista delle F8 di Coppa Italia; Brindisi invece cammina su un filo sottilissimo, sotto non c’è nessuna rete protettiva, solo la retrocessione.

Servizio di Paolo Mucedero – Foto di Maurizio De Virgiliis

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