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Brindisi vista da Roma / Mobilità cittadina, soluzione a due ruote

Brindisi avrebbe tutte le carte in regola per emergere davvero nell’ambito della mobilità sostenibile. Non solo per motivi climatici, ovviamente, ma a guardar la morfologia della città, l’assenza di pendenza lungo quasi tutta la superfice urbana può contribuire a renderla davvero una città a misura di bicicletta. Se escludiamo il percorso dal Centro al Casale, caratterizzato da un significativo dislivello, questo elemento rende praticamente ottimale l’uso delle due ruote per buona parte degli spostamenti in città.
Negli ultimi anni, va detto, sono diventati numerosi i brindisini che scelgono di muoversi in sella lungo i diversi quartieri cittadini, ancor più da quando le bici elettriche – ma anche i monopattini – hanno fatto la loro apparizione sulla scena. Vi è, dunque, maggiore consapevolezza della necessità di muoversi con mezzi meno impattanti e ci sono evidentemente più strumenti per poterlo fare.
Di quali strumenti parliamo? Per incentivare l’uso di mezzi leggeri e sostenibili, negli ultimi anni sono stati diversi i provvedimenti presi sul piano nazionale – con bonus e incentivi ad hoc – ma numerosi sono quelli presentati anche sul piano locale, dalle diverse Amministrazioni.
In questi giorni la città di Bergamo – ad esempio – ha lanciato un progetto dal nome evocativo: «Ti premiamo per andare in bici». Sostanzialmente, l’Amministrazione locale offre fino a due euro giornalieri per incentivare gli spostamenti sulle due ruote tra casa e lavoro o università. Un’iniziativa che coinvolge tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro età, e che nasce a seguito di un mini progetto sperimentale condotto tra i dipendenti dell’Amministrazione e delle aziende pubbliche locali.
In cosa consiste praticamente l’iniziativa? Semplicemente nel consegnare ai cittadini – maggiorenni che studiano o lavorano in città – un kit che montato sulla bici calcola digitalmente il percorso, misurando esattamente i chilometri percorsi. Altro aspetto importante è che il progetto coinvolge anche chi lavora fuori ma si sposta in città per raggiungere la stazione, ad esempio.
Quanto ai rimborsi, si può arrivare a circa trenta euro al mese come calcolo massimo per ogni singolo utente. Il massimale, come detto, è di due euro al giorno, venticinque centesimi per chilometro percorso. Soldi che non vengono consegnati ma calcolati sottoforma di voucher da spendere nelle botteghe e i negozi della città che aderiscono all’iniziativa. Ecco, dunque, l’altro aspetto interessante: al grande apporto in termini di mobilità e ambiente questo progetto aggiunge quello economico, consentendo di sostenere concretamente l’economia cittadina, ancor più in una fase così delicata per il commercio delle città.
Si tratta, ovviamente, di un sistema collaudato, con uno strumento antifrode, chiamato Pin Bike, montato sulla bici di ogni partecipante e collegato anche ai sistemi di monitoraggio dei monopattini elettrici. Uno strumento utilizzato ad oggi da amministrazioni, aziende o – addirittura – istituti scolastici. Come aree urbane oggi è presente anche a Pescara, Torino e in ben due città pugliesi: Foggia e Bari. In quest’ultima utilizzato all’interno del progetto MUVT.
E Brindisi? Perché non pensarci? Come detto, la nostra città è perfetta per gli spostamenti sulle due ruote. E quale miglior sistema di incentivo se non uno che ti invoglia – anche con i soldi – a lasciare l’auto a casa e andare a lavoro in bici?
A tal proposito due ultime piccole riflessioni. Nei prossimi anni sono previsti – ne abbiamo parlato più volte in questa rubrica – due importanti progetti per le ciclabili all’interno dell’area urbana. Uno si dovrebbe sviluppare lungo le strade del centro e nella zona della stazione ferroviaria. Un altro – sicuramente più suggestivo e turistico – prevede la realizzazione di una ciclabile lungo il litorale nord, dove la costa è caratterizzata dalla presenza di ville e lidi balneari. Per queste iniziative non si può che fare un plauso sincero all’Amministrazione, sperando di vederle realizzate, però, in tempi relativamente brevi.
Resta, tuttavia, il rammarico per non aver ragionato, in tutti questi anni, su una soluzione concreta riguardo il bike sharing. È davvero triste imbattersi in tante zone della città nelle postazioni vuote e deturpate in cui prima – per poco tempo in verità – giacevano le bici in affitto. Perché tutto questo tempo per trovare una soluzione? In quasi tutte le medio-grandi città del Paese esiste un sistema di bike sharing e a Brindisi – ripeto – sarebbe davvero una opzione ottimale per tantissimi cittadini. Uscire a fare shopping, a bere con gli amici, ma anche semplicemente andare a scuola senza dover utilizzare l’auto permetterebbe davvero di contribuire a cambiare la città. Diminuirebbe il traffico, porterebbe più utenti in centro – limitando le polemiche sull’assenza dei parcheggi – e ci farebbe vivere sostanzialmente meglio. Per il prossimo – e non così lontano – appuntamento elettorale, potrebbe essere un tema da cui ripartire.
Andrea Lezzi

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