redazioneAutore: IN EVIDENZA Spettacolo

Concerto per il nuovo anno al «Verdi»: successo via streaming

Il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi e il concerto che ha augurato buon anno, il primo gennaio alle 16.30, quello che ha incarnato il sogno e lo spirito di festa. Musica di gioia e nostalgia con una grande carica simbolica: un concerto che passerà alla storia del politeama brindisino, trasmesso in tv e in streaming, nel vuoto della sala a causa dell’emergenza pandemica. Uno scenario surreale, quarantatré professori dell’Orchestra Filarmonica Pugliese diretti dal M° Giovanni Minafra, spalle alla sala, a fare da straordinario fondale all’evento musicale e sottolineare il languore del teatro, il suo lacerante silenzio da quarantena e da attesa. Ma il pubblico ha risposto generosamente allo spettacolo streaming, oltre 46mila gli spettatori social (al netto del dato televisivo) raggiunti da quelle note che hanno prolungato la tradizione nel tempo malato e sospeso che stiamo vivendo. Una platea straordinaria che ha ripagato lo sforzo organizzativo, in una scena singolare eppure densa di auspici e di immagini evocative. Il teatro manca dallo scorso mese di marzo, salvo la breve finestra di ottobre, e il Concerto per il Nuovo Anno ha voluto simbolicamente segnare l’inizio di una strada in discesa verso il sospirato ritorno alla normalità, che significa pieno esercizio delle funzioni teatrali e di quelle sociali di luogo culturale.

Il Capodanno di Vienna, i valzer della famiglia Strauss, alcuni memorabili brani della produzione operistica italiana, le musiche da film di Morricone e l’omaggio a Beethoven per il 250° anniversario della nascita del compositore, hanno tracciato il filo del programma musicale annodando storia e un richiamo alla nostra cultura. Un appuntamento per molti irrinunciabile, che la Fondazione Nuovo Teatro Verdi e il Comune di Brindisi, con il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese e di Ance Brindisi, hanno voluto organizzare per mettere l’accento sopra un momento beneaugurante con cui iniziare l’anno, incoraggiati dalla forza della musica.

L’Orchestra Filarmonica Pugliese, accompagnata dalle straordinarie voci di Carmen Lopez e Gianni Leccese, ha suonato per oltre settanta minuti spaziando tra epoche e luoghi, con la voglia di sognare e sorridere, davanti all’inusuale parterre di telecamere e di tecnici, tra le presentazioni dei brani del giornalista Antonio Celeste. La compagine orchestrale ha cominciato con l’inno di Mameli per poi addentrarsi nel racconto musicale con la sinfonia da “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, che si distingue per i tempi scattanti e il desiderio di narrare piacevolmente la musica senza indulgere in dettagli marcati. La cabaletta “Sempre libera degg’io” da “La Traviata” di Giuseppe Verdi ha sottolineato con Carmen Lopez l’elogio della libertà attraverso il personaggio di Violetta. Gianni Leccese ha intonato l’aria “Vesti la giubba” da “Pagliacci”, opera di Ruggero Leoncavallo, la maschera del “clown tragico” che giura fedeltà al ruolo comico senza mai tradire il dramma e la disperazione personali. L’orchestra ha poi eseguito la “Danza delle sciabole”, il celebre movimento tratto dall’atto finale del balletto “Gayaneh” del compositore armeno Aram Il’ič Chačaturjan, ascoltato anche nel capolavoro fantascientifico di Stanley Kubrick, “2001: Odissea nello spazio”. Immancabile la smagliante “Tritsch-Tratsch Polka” di Johann Strauss II, ritmi veloci, frizzanti e allegri che hanno preceduto un’ampia pagina dedicata a Giacomo Puccini con le voci soliste ancora al centro della scena: l’aria romantica “O soave fanciulla” da “La Bohème”, l’Intermezzo da “Manon Lescaut” con la struggente melodia degli archi e l’ineffabile romanza “Nessun dorma” da “Turandot”. Il concerto ha reso omaggio a Ennio Morricone, il grande compositore scomparso nel luglio 2020, con il brano “Nella fantasia” dal tema scritto per il film “The Mission”. L’orchestra ha poi eseguito “Tico-Tico no fubà”, una canzone corale brasiliana composta da Zequinha de Abreu nel 1917 e resa celebre da Carmen Miranda nel film “Copacabana” del 1947. E ancora l’incontro più originale, quello tra Ludwig van Beethoven e Pérez Prado che ha dato origine a una partitura frutto della contaminazione tra la V Sinfonia del genio romantico e il Mambo no. 5 del compositore e direttore d’orchestra cubano. Nonostante la sala vuota, l’orchestra ha mantenuto il rituale dei fuoriprogramma chiudendo la trasmissione online sulle note del celebre brindisi verdiano in tempo di valzer “Libiamo ne’ lieti calici”, tratto dal primo atto de “La Traviata”, e su quelle rullanti della “Marcia di Radetzky” di Johann Strauss I, che ha echeggiato idealmente il battimani del pubblico. Nel complesso, una tessitura musicale che ha confermato la straordinaria versatilità dell’orchestra e della sua bacchetta. (Foto Marco De Palma)

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