Autore: Attualità IN EVIDENZA

Dibattito aperto sulla proposta del parcheggio nell’area del «Tommaseo


Fa discutere la proposta lanciata in questi giorni dall’Amministrazione comunale e concernente la realizzazione di un grande parcheggio sull’area adiacente all’ex Collegio Navale «Niccolò Tommaseo». Il progetto – ad oggi ancora in stato embrionale – prevede la creazione di 139 stalli per auto e 11 per autobus, più alcuni spazi dedicati a motocicli e biciclette. L’iniziativa, presentata dall’Ufficio Urbanistica, in collaborazione con la STP, punta a limitare sensibilmente i disagi vissuti da abitanti e utenti del Casale. Un quartiere che, ormai da anni, nell’orario di ingresso e uscita delle scuole si ritrova ostaggio del grande traffico, delle soste in doppia fila, degli ingorghi provocati soprattutto dai grandi autobus che trasportano gli studenti da fuori città e dagli altri quartieri.
Nell’idea dell’Amministrazione la nuova area parcheggio, oltre a decongestionare il quartiere dal traffico di ogni giorno, potrebbe essere sfruttata anche durante le partite casalinghe del Brindisi Calcio, grazie alla vicinanza con lo stadio «Fanuzzi».
Alla luce di questa iniziativa alcune domande, però, sorgono spontanee. In primis: in che modo incrementare l’offerta dei parcheggi debba poter diminuire il traffico nelle ore di punta delle scuole?
Chi si trova in coda – magari un residente o esercente del quartiere, ad esempio – di sicuro non starà cercando parcheggio in quella precisa zona ma, appunto, starà probabilmente transitando, e il vicino parcheggio non potrà dunque rappresentare una soluzione.
E parimenti se un genitore ha la necessità o l’abitudine di accompagnare e riprendere il proprio figlio in auto fuori dalla scuola – consuetudine deprecabile per carità – non andrà di certo a parcheggiare a parecchie centinaia di metri aspettando che il ragazzo lo raggiunga al parcheggio.
Esempio estendibile anche ai grandi autobus, che sostanzialmente fanno la spola dei diversi istituti per accompagnare e riprendere i ragazzi. In tal caso quale soluzione offrirebbe un terminal distante parecchie centinaia di metri dalle scuole? – tenendo conto che al di là del «Giorgi» molte altre strutture son tutte abbastanza lontane dal parcheggio. Gli studenti andrebbero a piedi lungo via Nicola Brandi per circa un chilometro? Anche con la pioggia o il caldo di inizio estate?

Non sappiamo quanto possa essere fattibile. Poi, per carità, se così fosse allora vorrebbe dire cambiare radicalmente la (brutta) abitudine tutta italiana di accompagnare e prendere i figli in auto fin sotto la scuola, invece di preferire il trasporto pubblico, la bicicletta, la semplice camminata, ove possibile.
Se così avvenisse, dunque, sarebbe una piacevole sorpresa, una soluzione sana per gli studenti e una risposta positiva al problema del traffico. Ma questo unicamente se ai bus fosse imposto di accompagnare e attendere gli studenti al terminal, evitando il classico “sepolcro” fermata dopo fermata che accresce spaventosamente le file. Solo così si potrebbe avere una prima soluzione per decongestionare davvero la zona.
Una possibile, seppur non risolutoria, alternativa potrebbe essere quella di immaginare una sola grande navetta – meglio ancora due, una a «salire» e l’altra a «scendere» – che faccia la spola tra le scuole e il terminal. Idea suggestiva, ma più facile a dirsi che a farsi. E il problema, tuttavia, non si risolverebbe comunque per quanto concerne il traffico privato.
Vi è infine un tema di opportunità. L’area interessata dal progetto è già ad oggi immaginata per accogliere una zona sosta. Con la precedente Amministrazione si decise unicamente di aprire i cancelli su via Benedetto Brin e creare degli spazi per le auto tra gli alberi, realizzando delle strade per il transito e dei percorsi di collegamento all’adiacente parco del «Tommaseo», realizzato recentemente nell’area che affaccia sul lungomare Vespucci.
Tuttavia, quello fu un intervento leggero, pensato sempre nell’ottica di salvaguardare l’attuale conformazione dell’area verde, andando a impattare il minimo possibile: evitando installazioni, pali d’illuminazioni, scavi e quant’altro. Cosa che probabilmente non avverrebbe con il nuovo progetto. Ha senso andare a cementificare – volenti o nolenti, anche con piccoli interventi necessari – una zona verde, accanto peraltro a un luogo- quello sì – che da anni attende una vera rigenerazione?
Non pensiamo si debba essere contrari a priori all’aumento di parcheggi, ci mancherebbe. Ma siamo sicuri che aumentando gli spazi di sosta si possa risolvere un problema che attiene sostanzialmente alla mobilità? Forse si potrebbero pensare prima altre soluzioni. Per esempio, immaginando delle speciali promozioni per l’uso dei mezzi pubblici per gli studenti della città, che altrimenti verrebbero con mezzo privato. E poi, come detto, delle navette che riducono le decine di bus a uno/due in continuo movimento sulle arterie delle scuole. E ancora, garantendo la presenza della Polizia Locale contro le doppie file e, in alcuni orari, immaginando di intervenire sulle tempistiche dei semafori, che contribuiscono ad accrescere significativamente le code. E infine, attraverso una vera frammentazione degli orari di entrata e uscita delle scuole, con scaglioni di accesso.
Andrea Lezzi (Rubrica BRINDISI VISTA DA ROMA – Agenda Brindisi 12 gennaio 2024)

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