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Sanità territoriale, la CGIL si mobilità e incalza le istituzioni  

Accelerare l’attuazione del DM 77/2022, completare gli interventi previsti dal PNRR, rendere operative le Case e gli Ospedali di Comunità e garantire il personale necessario per assicurare servizi sanitari efficienti e accessibili. Sono questi gli obiettivi della mobilitazione territoriale promossa dalla CGIL di Brindisi, insieme alla Funzione Pubblica CGIL e allo SPI CGIL, il sindacato dei pensionati. Dal 12 al 23 ottobre 2026, le organizzazioni sindacali promuoveranno una serie di incontri istituzionali nei Comuni della provincia di Brindisi per verificare lo stato di avanzamento degli interventi destinati a rafforzare la sanità territoriale. Un’iniziativa che coinvolgerà le strutture sindacali comunali, le rappresentanze dei pensionati e i dirigenti della Funzione Pubblica, con l’obiettivo di sollecitare risposte concrete da parte delle istituzioni. A questa attività si affiancheranno incontri e dibattiti sul territorio, per informare e coinvolgere direttamente i cittadini sul futuro dell’assistenza sanitaria. Al centro della mobilitazione ci sono le 15 strutture previste nel territorio provinciale: 6 Ospedali di Comunità e 9 Case di Comunità. Presìdi che, secondo la CGIL, devono diventare pienamente operativi nel più breve tempo possibile, superando ritardi e difficoltà che rischiano di compromettere il rafforzamento dell’assistenza sanitaria di prossimità. La priorità è dare piena attuazione al DM 77/2022, il decreto che definisce i nuovi modelli e standard dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, rafforzando i Distretti sociosanitari e costruendo una rete capace di intercettare tempestivamente i bisogni di salute delle persone.

Rosa Savoia, segretaria generale dello SPI CGIL di Brindisi, richiama l’attenzione soprattutto sulle condizioni delle persone anziane e dei pensionati: «La sanità territoriale deve tornare a essere un punto di riferimento concreto per le nostre comunità. Per gli anziani, per i pensionati, per le persone fragili e per chi vive situazioni di solitudine, la possibilità di ricevere assistenza vicino a casa è un diritto fondamentale. Troppo spesso le difficoltà di accesso alle cure, le liste d’attesa e la necessità di spostarsi per ottenere prestazioni sanitarie aggravano condizioni già difficili. Le Case e gli Ospedali di Comunità devono rappresentare una risposta reale a questi bisogni, garantendo continuità assistenziale, prevenzione e presa in carico delle persone. Non possiamo permettere che strutture pensate per migliorare la qualità della vita dei cittadini restino soltanto sulla carta». Accanto alla realizzazione delle strutture, il sindacato considera indispensabile affrontare il tema delle risorse umane. L’attivazione dei nuovi servizi richiede infatti un piano di assunzioni adeguato, che comprenda medici, infermieri, infermieri di famiglia e di comunità, operatori sociosanitari (OSS), professionisti sanitari, tecnici e personale amministrativo.

Luciano Quarta, segretario generale della FP CGIL di Brindisi, sottolinea la necessità di accompagnare gli investimenti strutturali con un rafforzamento degli organici: «Non basta completare gli edifici o inaugurare nuove strutture. Senza personale sufficiente, qualificato e stabilmente impiegato, le Case e gli Ospedali di Comunità rischiano di non poter garantire i servizi per i quali sono stati progettati. Occorre programmare immediatamente le assunzioni necessarie, valorizzare le professionalità sanitarie e sociosanitarie e assicurare condizioni di lavoro adeguate. Il DM 77/2022 rappresenta un’opportunità importante per riorganizzare l’assistenza territoriale, ma la sua attuazione deve tradursi in servizi effettivamente funzionanti. La qualità dell’assistenza e la tutela dei lavoratori sono due aspetti inseparabili della stessa sfida». La CGIL ritiene inoltre necessario rafforzare il ruolo dei Distretti sociosanitari, migliorare l’integrazione tra servizi territoriali e ospedalieri e garantire una maggiore continuità nell’assistenza. Un sistema territoriale efficiente può contribuire a intercettare prima i bisogni sanitari, prevenire l’aggravarsi delle patologie e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, alleggerendo la pressione sugli ospedali. L’iniziativa si inserisce in una rivendicazione più ampia che riguarda il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Le tre organizzazioni chiedono al Governo di portare al 7,5% del PIL le risorse destinate alla sanità, con particolare attenzione ai servizi e al personale. Alla Regione Puglia e alla ASL di Brindisi viene invece chiesto di accelerare l’attivazione dei nuovi presìdi territoriali, a partire dal capoluogo, e di assicurare il pieno utilizzo delle risorse disponibili per realizzare il nuovo modello di assistenza.

Massimo Di Cesare, segretario generale della CGIL di Brindisi, richiama la responsabilità delle istituzioni e il valore strategico della sanità pubblica: «La salute è un diritto costituzionale e non può dipendere dal reddito, dall’età o dal Comune in cui si vive. Chiediamo al Governo di investire maggiori risorse nella sanità pubblica e alla Regione Puglia e alla ASL di Brindisi di imprimere una decisa accelerazione all’attuazione del DM 77. Le risorse del PNRR rappresentano un’occasione che non possiamo sprecare. Ma la realizzazione delle strutture deve essere accompagnata da una programmazione seria del personale e dei servizi. Vogliamo un modello sanitario capace di rispondere ai bisogni delle persone, di ridurre le disuguaglianze territoriali e di restituire centralità alla prevenzione e all’assistenza di prossimità. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere direttamente le amministrazioni comunali, perché la salute delle comunità deve diventare una responsabilità condivisa».

Le segreterie provinciali della CGIL, dello SPI CGIL e della FP CGIL hanno già trasmesso le richieste di incontro alle amministrazioni comunali interessate, inviandole per conoscenza anche al direttore generale della ASL di Brindisi, Stefano Rossi (foto). L’obiettivo è costruire un percorso di confronto che riconosca un ruolo attivo ai sindaci e alle amministrazioni locali nella definizione e nel funzionamento della nuova rete di assistenza territoriale. Il calendario degli incontri richiesti prevede l’avvio lunedì 12 ottobre alle ore 9 a Brindisi, con il sindaco Giuseppe Marchionna. Martedì 13 ottobre alle ore 9 sarà la volta di San Pancrazio Salentino, con il sindaco Edmondo Moscatelli. Mercoledì 14 ottobre sono previsti due appuntamenti: alle ore 9 a Villa Castelli, con il sindaco Giovanni Barletta, e alle ore 11 a Francavilla Fontana, con il sindaco Antonello Denuzzo.
Giovedì 15 ottobre alle ore 9 l’incontro è richiesto a Torre Santa Susanna, con il sindaco Michele Saccomanno. Venerdì 16 ottobre sono previsti due appuntamenti: alle ore 9 a San Vito dei Normanni, con il sindaco Marco Ruggiero, e alle ore 11 a Ostuni, con la commissaria straordinaria Pasqua E. Cicoria.
Lunedì 19 ottobre alle ore 9 il confronto è previsto a San Michele Salentino, con il sindaco Giovanni Allegrini. Martedì 20 ottobre sono programmati due appuntamenti: alle ore 9 a Fasano, con il sindaco Francesco Zaccaria, e alle ore 11 a Cisternino, con il sindaco Lorenzo Perrini.
Mercoledì 21 ottobre alle ore 9 sarà la volta di Mesagne, con il sindaco Francesco Rogoli. Giovedì 22 ottobre alle ore 9 l’incontro è richiesto a Latiano, con il sindaco Angelo Caforio. Il calendario si concluderà venerdì 23 ottobre alle ore 9 a San Pietro Vernotico, con la sindaca Maria Lucia Argentieri.
Gli incontri, per i quali le organizzazioni sindacali hanno formalmente richiesto la disponibilità delle amministrazioni, serviranno a verificare lo stato degli interventi strutturali finanziati dal PNRR, le condizioni necessarie per l’attivazione dei servizi e le eventuali criticità da superare. La partecipazione delle rappresentanze sindacali territoriali consentirà inoltre di raccogliere le esigenze delle comunità e di portarle direttamente all’attenzione delle istituzioni.
L’obiettivo della CGIL, dello SPI e della FP CGIL di Brindisi è cambiare il modello sanitario pugliese, trasformando gli investimenti previsti in servizi realmente accessibili, con strutture funzionanti, personale adeguato e una rete territoriale capace di garantire il diritto alla salute a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. Un impegno che proseguirà attraverso il confronto con le istituzioni e la partecipazione delle comunità locali, affinché il rafforzamento della sanità territoriale diventi una risposta concreta ai bisogni della popolazione.

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