Gabriele D'Amelj MelodiaAutore: L'angolo della cultura Rubriche

Estate: ferie, relax e beveraggi

Siamo quasi con un piede in agosto e, mentalmente, ci prepariamo a mollare gli ormeggi della quotidianità per galleggiare sulle acque incantate del nostro immaginario atollo tropicale: l’isola che non c’è e che pure ricostruiamo per noi con disperata fantasia fantozziana. Ma non importa il luogo fisico, quello che conta è lo stato mentale. Dobbiamo avvertire il dovere etico di sentirci felici, leggeri, come in una dimensione onirica che ci faccia lievitare sulle miserie del mondo, monnezza abbandonata inclusa.
Questo è il concetto di «vacanza», il vuoto che non dà orrore ma percezione del suo contrario, cioè pienezza. La totale consapevolezza di godere di una fetta di benessere succosa e gustosa come quella di nu sarginiscu ti na vota. E, si badi, le ferie non solo esclusivo appannaggio dei lavoratori, ma inalienabile diritto di disoccupati, sottoccupati, assistiti e pensionati.
Tutti insieme appassionatamente al mare, a bagnar le chiappe chiare, ma anche quelle scure, perché, in questo trionfo di democrazia agostana, discriminatorio sarebbe escludere dai benefici vacanzieri la numerosa comunità di immigrati che ospitiamo. E quando passiamo da piazza del Popolo, ricordiamoci di rivolgere un deferente saluto al divo Augusto: fu grazie a lui che i romani ebbero la prima settimana di ferie …
Quest’anno poi, dopo il tremendo shock del Coronavirus, le vacanze saranno viepiù indispensabile ristoro alle ansie e alle paure passate.
Nel mese che sta per iniziare, per dare un calcio definitivo allo stress, dichiareremo guerra alle accelerazioni dei ritmi sociali, agli orologi, ai telefonini, alle sveglie e ad ogni altro impegno che non sia quello di oziare … attivamente. La parola d’ordine sarà «Staccare la spina» perché solo così, paradossalmente, ricaricheremo le nostre batterie mentali e fisiche. L’unica spina che consentiremo sarà quella della buona birra, per il resto tutto resterà per noi piacevolmente OFF. Sconfiggeremo così un altro tipo di epidemia, quella da ansia, e oscureremo telegiornali e notiziari, respingeremo con forza tempi zippati e multitasking: non conosceremo altro affanno che quello dell’amplesso (almeno per chi puote). Ascolteremo la radio con le cuffie (consiglio: Discobox), leggeremo qualche libro (consiglio: Platone è meglio del prozac di Lou Marinoff), sorseggeremo molte bibite (consiglio: lasciate stare i mojito e i gin fizz, provate a riscoprire il brivido vintage di un’orzata o, raffinatezza assoluta d’antan, di un’acqua e limone, la bevanda preferita dal tabucchiano dottor Pereira: insuperabile, più dell’omonimo tonno. Del resto, come diceva Oscar, non è forse vero che i piaceri semplici sono l’ultimo rifugio della gente complicata? Buone vacanze e arrivederci dopo Ferragosto.
Gabriele D’Amelj Melodia (Rubrica CULTURA – Agenda Brindisi 31 luglio 2020)

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