C’è un luogo, nella Cattedrale di Brindisi, che molti brindisini non hanno mai visto da vicino. Si trova alle spalle dell’altare maggiore, lontano dallo sguardo distratto di chi attraversa la navata. Lì, da più di quattro secoli, decine di santi intagliati nel legno di noce vegliano in silenzio. Venerdì 30 ottobre quel luogo si è aperto alla città: la conferenza stampa di presentazione della candidatura del Coro ligneo del 1594 a «I Luoghi del Cuore», il censimento nazionale promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, si è svolta proprio lì, tra gli stalli del coro.
A introdurre l’iniziativa è stato don Mimmo Roma, parroco della Cattedrale. Ha illustrato le ragioni della candidatura e l’obiettivo: raccogliere quanti più voti possibile per ottenere i fondi necessari al restauro del monumento. Accanto alla parrocchia, in prima linea, c’è l’I.I.S.S. «Ferraris-De Marco-Valzani» – Polo Tecnico Professionale «Messapia», che ha accolto la proposta di collaborazione del parroco. La dirigente scolastica, prof.ssa Rita Ortenzia De Vito, ne ha spiegato il senso: «I Luoghi del Cuore è per noi un’occasione preziosa per portare nei percorsi formativi la conoscenza del nostro territorio, in dialogo con la storia dell’arte che i ragazzi studiano in classe. Scoprire il coro ligneo, collocarlo nella storia della Cattedrale e riflettere su come si tutela un bene culturale significa educare alla cittadinanza, imparare a conoscere la propria città e rafforzare il senso dell’identità brindisina». Per la dirigente, essere coinvolti dalla Cattedrale in questa iniziativa è motivo di orgoglio: «Formiamo professionalità pronte per il mondo del lavoro, ma investiamo con la stessa convinzione sulle competenze sociali, culturali e personali dei nostri studenti. Parlare del nostro coro ligneo vuol dire riscoprire le radici e il senso di appartenenza al territorio e costruire un ponte tra il passato e il presente».

La storia del coro comincia con uno strappo. Sul finire del 1582 l’arcivescovo Bernardino de Figueroa fece abbattere fin dalle fondamenta l’abside centrale della cattedrale romanica, per ricavare alle spalle dell’altare un ampio vano destinato al nuovo coro. Era lo spirito del Concilio di Trento: i canonici da una parte, i fedeli dall’altra, l’Eucaristia al centro. Per ingrandire la chiesa si arrivò perfino a chiudere una strada pubblica, tra le proteste dei vicini e una lettera inviata al viceré a Napoli. Il vecchio coro, intagliato in legno di cedro nel 1311, a quel tempo era ormai consumato. Il nuovo vano rimase vuoto per alcuni anni. Fu l’arcivescovo Andrea de Ajardi a far costruire, «con grande spesa», il coro in legno di noce, collocato nel 1594: la data è ancora leggibile, intarsiata nella trabeazione. Al centro, la cattedra dell’arcivescovo, sovrastata dalla Vergine tra i santi Giovanni Battista ed Evangelista e dal motto «SOLI DEO HONOR ET GLORIA» In cima, san Michele Arcangelo trafigge il demonio. Sui dorsali degli stalli si susseguono i santi di cui la Chiesa brindisina custodisce le reliquie, dai protovescovi Leucio e Pelino a san Cristoforo, santa Lucia e santa Marina. Due formelle sono veri e propri ritratti della città di fine Cinquecento. Alle spalle di san Giorgio, che a cavallo trafigge il drago, si riconoscono Porta Mesagne, le chiese di San Benedetto e San Paolo e il campanile della Cattedrale. San Teodoro, patrono di Brindisi, cavalca invece in abiti spagnoli davanti al mare, con una nave a vele spiegate tra i due castelli di terra e di mare. E poi c’è un dettaglio che sorprende sempre chi lo scopre: dietro la cattedra, l’anonimo intagliatore ha lasciato il proprio autoritratto. Si è raffigurato scalzo, con una corta tunica e un cappello a larghe falde, disteso quasi a dichiarare la propria umile obbedienza alla Chiesa.

Il coro ha poi attraversato i secoli adattandosi ai tempi. Nel Seicento l’architetto e scultore leccese Giuseppe Cino aggiunse nuove decorazioni barocche e le figure dei santi Pietro e Paolo. Nel 1743 sopravvisse al terremoto che portò alla ricostruzione della chiesa. Fu restaurato nel 1930 e nel 1956. Oggi, però, questo capolavoro è fragile e indifeso. Il legno di noce è sotto l’attacco dei tarli, che lo stanno lentamente divorando. Senza un restauro, il coro rischia di perdere parti preziose della sua storia.
Al tavolo dei relatori sedeva anche uno studente, Giovanni D’Ambrosio della classe 4B dell’indirizzo Servizi culturali e dello spettacolo. Ha raccontato quanto sia stato coinvolgente, sul piano didattico e umano, lo studio della storia del coro. Per i ragazzi si è intrecciato con il programma del quarto anno, dedicato all’arte del Rinascimento, e ha permesso di approfondire le espressioni artistiche del Meridione d’Italia. Le sue parole, semplici e autentiche, hanno dato voce a un’idea di cittadinanza attiva: riscoprire le proprie radici e sentirsi responsabili della tutela del patrimonio e della sua trasmissione a chi verrà dopo.
Il percorso è culminato nella realizzazione di una serie di reel, presentati ufficialmente nel corso della conferenza. Gli studenti, guidati dalla prof.ssa Debora Lecci, hanno raccontato perché il coro ligneo è il loro luogo del cuore e perché vale la pena difenderlo, invitando tutti a votare.
Votare è semplice e gratuito. Basta collegarsi al sito iluoghidelcuore.it, cercare “Cattedrale di Brindisi – Coro ligneo del 1594” ed esprimere la propria preferenza. Dopo il voto occorre aprire la propria casella di posta elettronica e cliccare sul link di conferma: solo così il voto viene conteggiato. E per chi vuole vedere da vicino ciò che sta votando, c’è già una data in agenda. Lunedì 7 dicembre gli studenti del Polo «Messapia» regaleranno a cittadini e turisti una visita guidata al coro ligneo. Saranno loro, adeguatamente formati, a raccontarne la storia e a svelarne l’iconografia, formella dopo formella.
Il coro ha superato la demolizione di un’abside, i rimaneggiamenti di due secoli e un terremoto. Oggi il suo nemico è più silenzioso, ma non meno pericoloso. I ragazzi del Polo «Messapia» hanno scelto di dare voce a questo antico monumento, di studiarlo, di raccontarlo e di chiedere a tutti di prendersene cura. È forse questo il segno più bello dell’iniziativa: un patrimonio che passa di mano, da una generazione all’altra. Ma perché quel passaggio non si interrompa, serve l’aiuto di ciascuno. Un voto non costa nulla e può fare la differenza tra un capolavoro salvato e uno lasciato al lento lavoro dei tarli.
Servizio di Teodoro De Giorgio – Foto di Maurizio De Virgiliis
Tre interessanti reel da consultare:
Spot 1 Coro ligneo 1594 Cattedrale di Brindisi – Luoghi del Cuore FAI – YouTube
Spot 2 Coro ligneo 1594 Cattedrale di Brindisi – Luoghi del Cuore FAI – YouTube
Spot 3 Coro ligneo 1594 Cattedrale di Brindisi – Luoghi del Cuore FAI – YouTube









