Autore: Cultura IN EVIDENZA Spettacolo

Cinquantesima Stagione Lirica, nel «Politeama Greco» l’Aida di Verdi

Si solleva il sipario sull’Aida, opera monumentale di Giuseppe Verdi, che venerdi 7 novembre 2025 (con replica domenica 9), inaugura, al Politeama Greco, la cinquantesima edizione della Stagione Lirica della Provincia di Lecce. L’Opera andrà in scena nella maestosa scenografia di Franco Zeffirelli, curata dal regista per la rappresentazione al Teatro di Busseto, in occasione del centenario della morte di Giuseppe Verdi. Un legame antico quello tra l’Opera e la città di Lecce. Un sodalizio avviato nel 1884, il 15 novembre, quando fu proprio Aida, ad aprire al pubblico la prima Stagione Lirica della città. «Con caparbietà e determinazione, abbiamo ripreso un discorso che si era interrotto per anni e siamo riusciti a ridare dignità all’evento per antonomasia del Salento»: presenta così la Stagione Lirica Fabio Tarantino, il Presidente facente funzioni della Provincia di Lecce.
Con il progetto Studenti all’Opera poi, il Teatro ha aperto le porte al pubblico giovanile in un percorso di ascolto e di comprensione del processo creativo di una composizione lirica con un occhio al contesto storico e musicale delle singole recite. Le scuole delle province di Lecce, Brindisi e Taranto potranno assistere alle prove didattiche e generali degli spettacoli e alle rappresentazioni serali a costo ridotto.

È un viaggio nel tempo l’edizione numero 50, ci riporta al periodo risorgimentale in cui quest’Opera fu scritta e rappresentata, commissionata da Isma’il Pascià, Chedivè d’Egitto a un recalcitrante Giuseppe Verdi che accettò l’incarico quando scorse il lauto compenso e il rischio che il lavoro fosse commissionato a Wagner.
L’Aida doveva inaugurare il Canale di Suez nel 1869, poi il Teatro dell’Opera del Cairo. Mancò a uno e all’altro, la sua prima rappresentazione in terra egizia si ebbe alla Vigilia di Natale del 1871 in una serata di gala del Teatro già inaugurato. L’anno dopo, nel 1872 l’Aida andò in scena per la prima volta in Europa, alla Scala di Milano. Sarà invece nel 1884 che le signore leccesi in carrozza, tra piume e cappelli, in guanti e tournure attraverseranno fruscianti il foyer del Politeama Principe di Napoli, per assistere alla Prima di questa nuova opera verdiana Un’opera monumentale, dal sapore orientaleggiante ed esotico, che riprende l’immaginario ottocentesco di un Egitto iconografico più che storico, nonostante la composizione sia stata preceduta da una serrata corrispondenza e invio di materiale documentale tra il compositore e l’editore Giulio Ricordi.
Le vicende della schiava Aida e di Radamès si intrecciano con i moti e le pulsioni risorgimentali dell’epoca in un continuo oscillare tra rappresentazioni intimiste e vicende patriottiche. Il pianto di Aida innamorata diventa il lamento di un’Italia oppressa.  Questo basculare tra il monumentale e l’intimistico, tra passioni amorose e ragion di Stato, tra vita e morte, topoi delle opere verdiane, si rifletterà anche nella scenografia di Zeffirelli curata per la rappresentazione dell’Aida nel 2001 e, come detto in apertura, recuperata in grande stile per la Prima leccese.

Il piccolissimo teatro di Busseto, paese dove Giuseppe Verdi visse e lavorò, ospitò il grandioso allestimento dell’antico Egitto, eppure, dirà il regista, su quel minuscolo palcoscenico “tutto era visto come attraverso una lente d’ingrandimento: non sfuggiva né un batter d’occhio né un gesto. L’impatto emozionale della delicata, struggente storia d’amore, finalmente finì per trionfare. Il trionfo più ambito per me.”
Prepariamoci quindi a un tuffo nell’Egitto del nostro immaginario, statue maestose, quinte di geroglifici, drammi d’amore, battaglie e finali struggenti, per un cast d’eccezione. Tra gli altri Susanna Branchini nel ruolo di Aida e Paolo Lardizzone che impersona Radamès. La regia di Zeffirelli è ripresa da Veronica Bolognani, giovane regista dell’Arena di Verona che si avvarrà della coreografia di Fredy Franzutti.
*La Oles Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento vedrà sul podio il direttore Alfonso Scarano, mentre Emanuela Aymone dirigerà il Coro Opera in Puglia e il Coro Lirico di Lecce.
Il La del primo violino si sente già nell’aria, gli altri strumenti si uniscono alla frequenza, la bacchetta tintinna sul leggio, gli spartiti degli archi sono aperti sul Preludio, il Pianissimo dei sacerdoti e del destino. Che lo spettacolo abbia inizio. Sipario.
Servizio di Valeria Giannone
Per acquistare i biglietti: biglietteria del Teatro via XXV Luglio, 30 Lecce o https://www.politeamagreco.it/
Per Studenti all’Opera richiesta a istruzione.stagionelirica@cert.provincia.le.it

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